Iperammortamento 2026: Il nuovo paradigma 4.0,
Made in EU

Digitalizza la tua produzione e investi nel green. Scopri come accedere ai contributi per macchinari, software e impianti fotovoltaici.

Iperammortamento 2026


L’Iperammortamento 2026 è un incentivo per le imprese che investono in beni tecnologici e sostenibili.
Finanzia Macchinari “Made in UE”, software con paradigmi 4.0 e impianti fotovoltaici conformi al registro GSE.

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Ci puoi aver conosciuto su:

  • Iperammortamento 2026, Transizione 4.0 e Industria 5.0: guida completa al nuovo sistema di incentivi

    Non esiste più il credito d’imposta 5.0. Esiste un nuovo equilibrio tra tecnologia, energia e fiscalità.


    Perché nel 2026 cambia tutto

    Il 2026 segna una discontinuità netta nel sistema degli incentivi alle imprese italiane.
    Dopo anni dominati da crediti d’imposta (Industria 4.0 prima, Transizione 5.0 poi), il legislatore sceglie una strada diversa: il ritorno dell’iperammortamento, ribattezzato Superammortamento 2026.

    Una scelta che non è solo tecnica, ma politica e industriale:

    • meno bonus “a pioggia”,
    • più selettività,
    • più controlli,
    • più attenzione all’origine europea dei beni e all’autoconsumo energetico.

    In questo articolo facciamo chiarezza su:

    • cosa esiste davvero nel 2026,
    • cosa non esiste più,
    • come si collegano Industria 4.0, 5.0 e Iperammortamento,
    • quali sono gli adempimenti reali per le imprese.

    Il quadro normativo di riferimento

    La Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) reintroduce la maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto per gli investimenti in beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico.

    La norma primaria demanda a un decreto interministeriale MIMIT–MEF la definizione delle modalità operative, successivamente disciplinate in un provvedimento composto da:

    • 11 articoli
    • 1 Allegato tecnico (massimali FER)
    • relazione illustrativa e tecnica

    👉 Il risultato è un incentivo più strutturato, ma anche più complesso rispetto al passato.


    Cos’è (davvero) l’Iperammortamento 2026

    L’Iperammortamento 2026 consente alle imprese di dedurre dal reddito imponibile una quota superiore al costo reale del bene, aumentando le quote di ammortamento o i canoni di leasing.

    Caratteristiche chiave

    • Non è un credito d’imposta
    • Non si compensa in F24
    • Agisce su IRES e IRAP
    • È una deduzione fiscale diretta
    • È soggetto a controlli GSE

    Ambito temporale degli investimenti

    Gli investimenti agevolabili sono quelli:

    • effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028
    • secondo il criterio TUIR della consegna del bene

    📌 Conta la data di consegna, non quella dell’ordine.

    È ammessa la prenotazione con:

    • ordine entro il termine,
    • acconto minimo del 20%.

    Le aliquote di maggiorazione (una sola, senza “green bonus”)

    Uno dei punti più fraintesi riguarda le aliquote.

    ⚠️ Attenzione

    Nel 2026 NON esistono aliquote “green” maggiorate.

    La maggiorazione è unica, indipendentemente dalla tipologia di investimento:

    Fascia di investimentoMaggiorazione
    Fino a 2,5 milioni €180%
    2,5 – 10 milioni €100%
    10 – 20 milioni €50%

    👉 Le percentuali 220% / 140% / 90% erano proprie del credito d’imposta Transizione 5.0, oggi non più vigente.


    Industria 4.0, 5.0 e Iperammortamento: come si incastrano

    Il documento normativo e il dibattito attuale mostrano una cosa chiara:
    non esiste più un unico incentivo “onnicomprensivo”.

    Industria 4.0

    • ❌ non è più un incentivo fiscale
    • ✅ resta come standard tecnico
    • è la base degli Allegati IV e V
    • serve per perizie, interconnessione, qualificazione dei beni

    Industria 5.0

    • ❌ il credito d’imposta è terminato
    • ✅ resta come indirizzo strategico
    • guida:
      • bandi,
      • investimenti energetici,
      • criteri ESG,
      • autoconsumo

    Iperammortamento 2026

    • ✅ è l’unico incentivo automatico
    • integra:
      • digitale,
      • energia,
      • sostenibilità,
    • ma senza premi percentuali aggiuntivi

    La procedura di accesso: le tre comunicazioni GSE

    L’accesso al beneficio è subordinato a una procedura obbligatoria in tre fasi, gestita dal GSE.

    1. Comunicazione preventiva

    • dati impresa e struttura produttiva
    • tipologia e valore investimenti

    2. Comunicazione di conferma

    • entro 60 giorni
    • prova dell’acconto ≥ 20%

    3. Comunicazione di completamento

    • entro 15 novembre 2028
    • caricamento perizie e certificazioni

    Il GSE verifica e può chiedere integrazioni.


    Oneri documentali: perizie e certificazioni

    Perizia tecnica asseverata

    Obbligatoria per beni > 300.000 €.
    Sotto soglia: dichiarazione sostitutiva.

    Certificazione contabile

    Attesta:

    • spese sostenute,
    • coerenza con la documentazione caricata.

    Il nuovo requisito Made in UE/SEE (il vero spartiacque)

    Spot Che Controlla La Qualità Del Veicolo

    Un aiuto concreto per semplificare il processo

    Per chi desidera una gestione professionale di ogni aspetto

    • Presentare e monitorare il progetto, assicurando la conformità a tutti i criteri.
    • Effettuare un’analisi preliminare sui dati per capire l’incentivo effettivo e la fattibilità del progetto.

    Per la prima volta, l’incentivo è subordinato all’origine UE o SEE dei beni.

    Beni materiali – Allegato IV

    Due strade alternative:

    1️⃣ Certificato di origine CCIAA

    • beni fabbricati integralmente in UE
    • componenti UE/SEE

    2️⃣ Dichiarazione del produttore

    • beni assemblati in UE
    • con componenti extra-UE
    • ultima trasformazione sostanziale in UE

    Beni immateriali – Allegato V (software, AI, MES)

    È richiesta una dichiarazione che attesti:

    • sviluppo sostanziale in UE/SEE
    • almeno 50% del valore delle attività di sviluppo in UE
    • neutralità dei componenti open source

    ⚠️ Restano zone grigie su:

    • SaaS
    • AI pre-addestrata extra-UE
    • customizzazioni e fine-tuning

    Investimenti FER per autoconsumo

    Sono agevolabili:

    • impianti di produzione
    • sistemi di accumulo
    • elettrificazione dei consumi

    Con limiti stringenti:

    • dimensionamento ≤ 105% del fabbisogno
    • massimali €/kW e €/kWh
    • controlli GSE dedicati

    Controlli, decadenza e recupero

    La documentazione va conservata per 10 anni.
    In caso di irregolarità:

    • il GSE segnala all’Agenzia delle Entrate
    • recupero con interessi e sanzioni
    Torna il credito d’imposta Industria 5.0 nel 2026?

    No. Al momento non è previsto alcun credito d’imposta 5.0.

    Esistono aliquote green nell’iperammortamento 2026?

    No. La maggiorazione è unica.

    Gli investimenti energetici sono ancora incentivati?

    Sì, ma alle stesse aliquote dei beni digitali.

    Serve qualcosa di specifico per gestire la procedura?

    Non è obbligatorio, ma senza strumenti di monitoraggio e gestione documentale il rischio di errore aumenta.

    Incentivo forte, ma non per improvvisare

    Il Superammortamento 2026 è uno strumento molto efficace, ma:

    • selettivo,
    • procedurale,
    • documentale.

    Chi lo affronta “alla leggera” rischia errori, ritardi e recuperi.

    👉 Sempre più imprese stanno capendo che la vera differenza non la fa l’aliquota,
    ma la capacità di progettare, documentare e monitorare correttamente l’investimento.

    È qui che entrano in gioco:

    • competenze sugli incentivi,
    • conoscenza dei processi produttivi,
    • strumenti MES in grado di dialogare con perizie e GSE.

    (Ed è anche il punto in cui realtà come GV Consulting, che uniscono fiscalità, industria e digitalizzazione della produzione, diventano parte naturale della soluzione — senza bisogno di vendere nulla.)



  • Iperammortamento 2026: come funziona il nuovo Superammortamento (GUIDA)

    Dal 1° gennaio 2026 entra ufficialmente in vigore il Superammortamento 2026, una misura destinata a segnare una svolta profonda nel sistema degli incentivi agli investimenti produttivi in Italia.

    Dopo anni di crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0, il legislatore torna a un meccanismo più lineare e automatico: l’iperammortamento, rivisto e rafforzato.
    Una scelta che semplifica l’accesso, ma al tempo stesso alza l’asticella su requisiti, documentazione e controlli.

    In questo articolo vediamo cos’è l’iperammortamento 2026, come funziona, quali sono le aliquote, gli adempimenti da rispettare e perché rappresenta un’opportunità strategica (ma non banale) per le imprese.


    Cos’è l’Iperammortamento 2026 (o Superammortamento 2026)

    Il superammortamento 2026, noto anche come iper ammortamento 2026, è una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni strumentali nuovi.

    In pratica:

    • l’impresa deduce fiscalmente più di quanto ha speso;
    • il beneficio si riflette direttamente sulle quote di ammortamento;
    • non è un credito d’imposta e non richiede compensazioni F24.

    👉 È una deduzione automatica, che agisce su:

    • IRES;
    • IRAP;
    • canoni di leasing finanziario.

    Superammortamento 2026: cosa cambia rispetto a Transizione 4.0 e 5.0

    Il nuovo impianto normativo (Legge di Bilancio 2026 e decreto MIMIT–MEF) chiude definitivamente la stagione dei crediti d’imposta.

    Le principali differenze:

    • ❌ niente più percentuali di credito da compensare;
    • ❌ niente più tetti annuali di utilizzo;
    • ✅ deduzione diretta e immediata nel tempo;
    • ✅ maggiore certezza fiscale;
    • ⚠️ requisiti tecnici e documentali più stringenti.

    Il vero spartiacque della misura è l’introduzione del vincolo Made in UE/SEE.


    Iperammortamento 2026: come funziona nel concreto

    Periodo di validità

    Gli investimenti sono agevolabili se:

    • effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028;
    • rileva la data di consegna del bene;
    • è ammessa la prenotazione, con:
      • ordine accettato;
      • acconto minimo del 20%.

    Aliquote del Superammortamento 2026

    Il super ammortamento 2026 prevede aliquote differenziate per scaglioni di investimento, analoghe al vecchio iperammortamento 4.0:

    InvestimentoAliquota
    Fino a 2,5 mln €180%
    2,5 – 10 mln €100%
    10 – 20 mln €50%

    Iper ammortamento 2026: esempio pratico

    Un’azienda investe 1.000.000 € in un bene agevolabile.

    Con aliquota 180%, il costo fiscalmente deducibile diventa 1.800.000 €.
    Il risparmio fiscale complessivo supera 430.000 €, distribuito lungo la vita utile del bene.


    Investimenti agevolabili: non solo macchinari

    Il perimetro include:

    ⚠️ Attenzione: non esistono più aliquote “green” dedicate come nel Transizione 5.0.
    La sostenibilità è integrata nella misura, ma senza maggiorazioni autonome.


    Investimenti FER per autoconsumo: cosa è ammesso

    Sono agevolabili:

    • impianti di produzione da fonti rinnovabili;
    • sistemi di accumulo;
    • trasformatori, misuratori;
    • elettrificazione dei consumi;
    • servizi ausiliari.

    Requisiti principali

    • autoconsumo nella stessa particella catastale o stesso POD;
    • ammesso autoconsumo a distanza nella stessa zona di mercato;
    • dimensionamento massimo: 105% del fabbisogno annuo;
    • limiti di costo:
      • FER: secondo Allegato tecnico;
      • accumulo: 900 €/kWh.

    La procedura: tre comunicazioni obbligatorie al GSE

    L’accesso al superammortamento 2026 è interamente digitale, tramite la piattaforma GSE, e si articola in tre fasi vincolanti.

    1. Comunicazione preventiva

    Indica:

    • dati dell’impresa;
    • struttura produttiva;
    • investimenti programmati.

    2. Comunicazione di conferma

    Entro 60 giorni dall’ok del GSE:

    • prova del pagamento dell’acconto ≥ 20%.

    3. Comunicazione di completamento

    Entro 15 novembre 2028:

    • perizie;
    • certificazioni;
    • attestazioni finali.

    Oneri documentali: attenzione ai dettagli

    Perizia tecnica asseverata

    Obbligatoria per beni oltre 300.000 €, rilasciata da:

    • ingegneri;
    • periti industriali;
    • enti accreditati;
    • professionisti agrari (settore agricolo).

    Sotto soglia: dichiarazione del legale rappresentante.

    Certificazione contabile (sempre obbligatoria)

    Attesta:

    • il sostenimento delle spese;
    • la coerenza con la documentazione caricata.

    Il vero nodo: il requisito Made in UE/SEE

    Beni materiali

    Sono ammesse due alternative:

    1. Certificato di origine CCIAA
    2. Dichiarazione del produttore

    Quest’ultima deve dimostrare che:

    • l’ultima trasformazione sostanziale è avvenuta in UE/SEE;
    • non si tratta di lavorazioni minime.

    Beni immateriali (software)

    È richiesta una dichiarazione che attesti:

    • sviluppo sostanziale in UE/SEE;
    • almeno il 50% del valore dello sviluppo in UE/SEE.

    ⚠️ Restano aperte criticità su:

    • SaaS;
    • AI pre-addestrata extra-UE;
    • valorizzazione delle attività di sviluppo.

    Controlli, decadenza e recupero

    Il GSE effettua controlli documentali e sostanziali.
    La documentazione va conservata per 10 anni.

    Si decade dal beneficio in caso di:

    • cessione o delocalizzazione;
    • irregolarità documentali;
    • dichiarazioni false;
    • mancata conservazione dei documenti.

    Perché il Superammortamento 2026 è un’opportunità (se gestita bene)

    Il super ammortamento 2026:

    • reintroduce un incentivo potente e strutturale;
    • premia investimenti reali e di lungo periodo;
    • semplifica la fruizione fiscale;
    • ma richiede pianificazione, competenza e visione industriale.

    Non è una misura “automatica” nel senso operativo:
    chi la affronta senza una strategia rischia errori, ritardi o decadenze.


    Vuoi capire se i tuoi investimenti rientrano davvero nell’iperammortamento 2026?

    Una valutazione preventiva può fare la differenza tra un incentivo pienamente sfruttato e un’opportunità persa.


  • Iperammortamento 2026: requisito Made in EU

    Superammortamento 2026, Transizione 5.0 e proroga Industria 5.0: il vero banco di prova per produttori di macchine e software

    Chi opera nella produzione di macchine industriali, impianti 4.0 e 5.0, software, piattaforme digitali, soluzioni cloud o applicazioni di intelligenza artificiale, si trova oggi di fronte a un passaggio che non può essere sottovalutato.

    Con il superammortamento 2026, inserito nel quadro più ampio della Transizione 5.0 e della relativa proroga Industria 5.0, il legislatore ha introdotto un criterio che va ben oltre la semplice conformità tecnica del bene.

    L’accesso alle agevolazioni fiscali è ora legato in modo esplicito alla capacità di dimostrare l’origine UE/SEE (Made in EU) del bene agevolato.

    Non si tratta di una precisazione marginale. È una condizione che, se non correttamente compresa e gestita, può trasformarsi in un serio fattore di rischio in fase di controllo.

    Pillole Beni Materiali e Beni Immateriali Iperammortamento 2026

    Dal superammortamento alla Ex-5.0: perché il 2026 segna uno spartiacque

    Per anni, nell’ambito di Industria 4.0, la domanda chiave è stata una sola: il bene possiede i requisiti tecnologici richiesti?

    Con il super ammortamento 2026, questa impostazione non è più sufficiente.

    La nuova domanda, oggi, è più concreta:

    Dove nasce realmente questo bene? Dove si genera il suo valore?

    La risposta a queste domande diventa centrale perché si inserisce in una strategia più ampia, che mira a rafforzare l’autonomia industriale e tecnologica europea.

    Per le imprese, questo significa una cosa molto chiara: non basta più dichiarare, è necessario dimostrare.


    Beni materiali (Allegato IV): come funziona davvero il superammortamento 2026

    Quando si parla di beni materiali, come macchine e impianti, il riferimento normativo è il Codice Doganale dell’Unione.

    In altre parole, l’origine del bene deve essere determinata secondo criteri già noti in ambito doganale, che oggi diventano determinanti anche ai fini fiscali.

    Le modalità per attestare l’origine UE

    Il produttore ha sostanzialmente due strade a disposizione.

    La prima è il Certificato di Origine Camerale, rilasciato dalla Camera di Commercio competente. È uno strumento solido, con pieno valore probatorio, particolarmente adatto nei casi in cui la filiera produttiva sia chiara e lineare.

    La seconda strada è la Dichiarazione del Produttore, una dichiarazione sostitutiva che comporta una responsabilità diretta e che richiede una ricostruzione puntuale del processo produttivo. È una soluzione spesso adottata nei casi più complessi, ma richiede consapevolezza e rigore.


    Super ammortamento 2026: esempio tipico con componenti extra-UE

    Uno degli scenari più frequenti riguarda macchine assemblate in Italia ma realizzate utilizzando componenti di origine extra-UE.

    In questi casi, il punto non è la provenienza dei singoli componenti, ma il fatto che in Italia avvenga o meno una trasformazione sostanziale.

    Non è sufficiente un semplice assemblaggio. Serve dimostrare che il processo produttivo svolto in UE modifica in modo significativo funzione, valore e destinazione d’uso del bene.

    È qui che entrano in gioco documenti come la distinta base, le dichiarazioni dei fornitori e il calcolo del valore aggiunto. Elementi che, se ben costruiti, fanno la differenza tra un’agevolazione solida e una facilmente contestabile.


    Beni immateriali e software (Allegato V): la vera discontinuità normativa

    Software SYNX, Compatibile con 4.0 e Superammortamento

    La novità forse più rilevante riguarda i beni immateriali, e in particolare il software.

    Per la prima volta viene introdotta una disciplina specifica sull’origine digitale, che supera definitivamente il concetto di semplice sede legale del titolare dei diritti.

    I tre criteri che definiscono l’origine del software

    Il primo criterio riguarda la sede dello sviluppo sostanziale. Conta dove avvengono le attività chiave: ideazione, progettazione dell’architettura, scrittura del codice, test e debugging.

    Il secondo criterio è di natura economica e riguarda il valore. Almeno il 50% del valore delle attività di sviluppo deve essere riconducibile a soggetti che operano stabilmente all’interno dell’Unione Europea o dello SEE.

    Il terzo criterio riguarda l’utilizzo di componenti open source. Il loro impiego è assolutamente legittimo, ma deve essere dichiarato e correttamente inquadrato, dimostrando che tali componenti non sono determinanti ai fini dell’origine del software.


    ChatGPT

    Cloud, SaaS e intelligenza artificiale: dove si concentrano gli errori più comuni

    Uno degli equivoci più diffusi riguarda le soluzioni cloud e SaaS. La localizzazione dei server o dei data center in Europa non è un elemento sufficiente a determinare l’origine UE del software.

    Ciò che conta, anche in questo caso, è dove avviene lo sviluppo.

    Lo stesso principio vale per le piattaforme di intelligenza artificiale. Attività come il fine-tuning dei modelli o l’integrazione applicativa possono costituire sviluppo sostanziale, a patto che siano effettive e adeguatamente documentate.


    Gruppi multinazionali: la sostanza prevale sulla forma

    team internazionale di sviluppo

    Per i gruppi multinazionali, il messaggio è particolarmente chiaro: la sede legale non è più un criterio sufficiente.

    L’attenzione si sposta sui team di sviluppo, sulle competenze impiegate e sui luoghi in cui vengono prese le decisioni tecniche che determinano il valore del bene.


    Documentazione: il vero fattore di sicurezza

    Il superammortamento 2026, così come la proroga 5.0, rafforza un principio spesso sottovalutato: la documentazione non è un adempimento formale, ma uno strumento di tutela.

    La normativa prevede un obbligo di conservazione decennale di tutta la documentazione probatoria, dal completamento dell’investimento in avanti.

    In questo contesto, avere processi chiari e tracciabili non significa solo rispettare la norma, ma ridurre drasticamente il rischio.


    Conclusione: un incentivo che seleziona

    Il superammortamento 2026 non è una misura neutra. Seleziona.

    Premia le imprese che conoscono la propria filiera, che governano lo sviluppo tecnologico e che sanno dimostrarlo con metodo.

    Per chi produce macchine e software, il messaggio è chiaro: non si tratta solo di accedere a un incentivo, ma di dimostrare di essere parte di una filiera europea matura e consapevole.

    E, in un contesto come questo, la consapevolezza diventa il primo vero vantaggio competitivo.


  • Iperammortamento 2026: Guida Completa alla Legge 199/2025. Aliquote, Allegati e Novità Made in EU

    Il 2026 segna il ritorno di uno degli incentivi più amati dalle imprese italiane: l’Iperammortamento. Con la pubblicazione della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199 del 30/12/2025) in Gazzetta Ufficiale, il quadro normativo per la digitalizzazione industriale cambia radicalmente, mandando definitivamente in soffitta il modello dei crediti d’imposta tipico di Industria 4.0 e Transizione 5.0.

    In questa guida analizziamo come funziona la nuova maggiorazione del costo, chi può accedervi e perché i nuovi allegati IV e V rappresentano una rivoluzione per chi investe in Intelligenza Artificiale e Cybersecurity.


    Iperammortamento 2026 vs Transizione 5.0: Cosa cambia davvero?

    Il passaggio dal credito d’imposta alla maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto non è solo un tecnicismo. Mentre il credito d’imposta (Transizione 5.0) agiva come una compensazione in F24, l’Iperammortamento 2026 incide direttamente sulla deducibilità delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing.

    Le Nuove Aliquote a Scaglioni

    Il beneficio è calcolato su base incrementale per investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 (con possibilità di consegna fino al 2029 per ordini “prenotati”):

    • 180% di maggiorazione: Per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro.
    • 100% di maggiorazione: Per la fascia tra 2,5 e 10 milioni di euro.
    • 50% di maggiorazione: Per la quota oltre i 10 e fino a 20 milioni di euro.

    Consulta qui il documento di sintesi: Testo Legge 199/2025 – Commi Iperammortamento


    Allegato IV e V: La Nuova “Bibbia” dei Beni Agevolabili

    La vera trasformazione dell’Iperammortamento 2026 risiede nella riscrittura degli elenchi dei beni materiali e immateriali. I nuovi Allegati IV e V sostituiscono i vecchi Allegati A e B della Legge 232/2016.

    Beni Materiali 4.0 (Allegato IV)

    L’attenzione si sposta sull’infrastruttura di calcolo e la connettività. Tra le novità spiccano:

    • Infrastrutture HPC (High Performance Computing): Server e GPU per l’addestramento di modelli AI.
    • Reti 5G Private e Wi-Fi 7: Sistemi di connettività ultra-veloce per la convergenza IT-OT.
    • Sicurezza Industriale: Hardware per la cybersecurity conforme allo standard IEC 62443.
    • Esoscheletri: Robotica indossabile per la sicurezza dei lavoratori.

    👉 Scarica l’elenco completo dei Beni Materiali (Allegato IV)

    Software e AI Generativa (Allegato V)

    L’Allegato V è un inno alla “Frontier Tech”:

    • AI Generativa e Agentic AI: Piattaforme software basate su LLM e agenti autonomi.
    • Digital Product Passport: Software per la tracciabilità e l’economia circolare.
    • Low-code/No-code: Strumenti per lo sviluppo rapido di app industriali.

    👉 Scarica l’elenco completo dei Beni Immateriali (Allegato V)


    Il Vincolo Made in EU: Una novità assoluta

    Una delle clausole più discusse della Legge 199/2025 è l’obbligo di provenienza. Per accedere all’Iperammortamento 2026, i beni devono essere prodotti in Stati membri dell’UE o dello Spazio Economico Europeo (SEE).

    Questa norma impone alle imprese una nuova disciplina nella fase di acquisto: sarà necessario ottenere dai fornitori attestazioni specifiche sull’origine del bene (trasformazione sostanziale secondo il Codice Doganale UE). Per il software, la sfida sarà dimostrare che il nucleo dello sviluppo sia avvenuto in Europa.


    Imprese in Concessione: Il ritorno tra i beneficiari

    Dopo 5 anni di esclusione, la Manovra 2026 riapre le porte ai concessionari. Gestori di autostrade, reti idriche, elettriche e aeroportuali possono nuovamente iperammortizzare i propri investimenti tecnologici. Questo cambio di rotta è possibile perché l’Iperammortamento 2026 è una misura nazionale ordinaria, svincolata dai limiti PNRR (DNSH) che avevano bloccato la Transizione 5.0.


    Domande Frequenti (FAQ) sull’Iperammortamento 2026

    1. È ancora necessaria la perizia tecnica? Sì, per investimenti superiori a 300.000 euro è richiesta una perizia tecnica asseverata. Per importi inferiori basterà una dichiarazione del legale rappresentante, ferma restando la necessità dell’attestazione di origine UE.

    2. Posso cumulare l’Iperammortamento con altre agevolazioni? L’iperammortamento è generalmente cumulabile con altre misure che non costituiscano aiuti di stato, nei limiti del costo sostenuto, salvo diverse indicazioni del decreto attuativo atteso a breve.

    3. Cosa succede se il bene non è Made in EU? In base al comma 428 della legge 199/2025, il bene non è ammissibile all’agevolazione. La verifica della provenienza diventa quindi un requisito essenziale della perizia.


    Come prepararsi ai nuovi investimenti 4.0

    L’architettura dell’Iperammortamento 2026 è complessa e richiede un coordinamento tra ufficio acquisti, responsabili IT e consulenti fiscali. La gestione della piattaforma GSE (prevista per le comunicazioni preventive e consuntive) sarà il prossimo step operativo una volta pubblicato il decreto attuativo.

    Vuoi capire se il tuo progetto di AI Generativa o la tua nuova infrastruttura server rientrano nei nuovi Allegati? Posso supportarti nell’analisi tecnica preliminare dei beni o fornirti chiarimenti sui requisiti di interconnessione richiesti per i beni del nuovo Gruppo IV.