La disciplina della Transizione 4.0 non è ancora archiviata. Anzi, con il decreto direttoriale MIMIT del 28 gennaio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy interviene nuovamente sui termini di trasmissione delle comunicazioni di completamento, concedendo una proroga che interessa migliaia di imprese ancora in fase di chiusura degli investimenti.
Una proroga che non è solo tecnica, ma che si inserisce in un contesto più ampio di transizione normativa tra credito d’imposta 4.0 e iperammortamento 2026, sollevando interrogativi cruciali per le aziende che si trovano “a cavallo” tra le due misure.
Proroga Transizione 4.0: cosa cambia davvero
Il decreto direttoriale del 28 gennaio 2026 modifica l’articolo 2, comma 4, del decreto direttoriale 15 maggio 2025 (già aggiornato il 16 giugno 2025), estendendo i termini per l’invio delle comunicazioni di completamento degli investimenti in beni strumentali materiali 4.0.
I nuovi termini ufficiali
La comunicazione di completamento deve essere trasmessa:
- entro il 31 marzo 2026
👉 per investimenti ultimati entro il 31 dicembre 2025 - entro il 31 luglio 2026
👉 per investimenti ultimati entro il 30 giugno 2026, a condizione che:- entro il 31 dicembre 2025 l’ordine sia stato accettato dal fornitore
- sia stato versato un acconto ≥ 20% del costo di acquisizione
Questa seconda fattispecie rientra nella disciplina transitoria 2025 prevista dalla legge di Bilancio.
Il quadro normativo di riferimento
La proroga si colloca all’interno della profonda revisione introdotta dalla legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Bilancio 2025):
- cessazione anticipata del credito 4.0 al 31 dicembre 2024 (comma 445);
- regime transitorio per il 2025, nel limite di 2,2 miliardi di euro (comma 446);
- utilizzo del credito subordinato:
- all’invio delle comunicazioni MIMIT;
- all’assegnazione del codice tributo 7077;
- alla trasmissione dell’elenco beneficiari all’Agenzia delle Entrate (comma 448).
La comunicazione di completamento resta quindi condizione essenziale per la fruizione del credito in F24.
Chi è interessato dalla proroga
La proroga riguarda in particolare:
- imprese che hanno prenotato e confermato le risorse sul portale GSE;
- soggetti che non hanno ancora trasmesso la comunicazione di completamento;
- imprese che hanno ricevuto nuova disponibilità di fondi (rifinanziamenti o liberazioni di risorse).
In questi casi:
- la comunicazione di conferma va inviata entro 30 giorni dalla notifica GSE;
- la comunicazione di completamento entro i nuovi termini (31 marzo o 31 luglio 2026).
Comunicazione di completamento: perché è decisiva
È bene ribadirlo:
👉 senza comunicazione di completamento, il credito non è utilizzabile.
L’omissione o il ritardo comportano:
- impossibilità di compensazione in F24;
- decadenza dal beneficio, anche se l’investimento è stato effettuato.
La procedura è esclusivamente telematica tramite il portale GSE, con accesso tramite SPID, CIE o CNS, da parte del legale rappresentante o di un delegato.
Investimenti 4.0 incompleti: sono esclusi dall’iperammortamento 2026?
Qui si apre il punto più delicato — e più interessante — per le imprese.
Molte aziende hanno:
- avviato l’iter 4.0;
- trasmesso la comunicazione al MIMIT;
- ma non hanno mai completato la fattispecie agevolativa:
- bene non interconnesso;
- perizia non redatta;
- credito mai maturato.
👉 Queste imprese sono davvero escluse dall’iperammortamento 2026?
La risposta (oggi) più solida è: no, non automaticamente
Il comma 431 della legge 199/2025 esclude dall’iperammortamento solo gli investimenti che “beneficiano” del 4.0, non quelli per cui:
- è stata presentata una domanda;
- è stata inviata una comunicazione preliminare.
Il credito d’imposta 4.0 non nasce con un click sulla piattaforma, ma solo quando si perfeziona una fattispecie complessa:
- investimento effettuato;
- bene interconnesso;
- perizia asseverata.
Se anche uno solo di questi elementi manca, l’impresa non ha beneficiato di nulla.
Ed è proprio questo il punto:
il divieto di cumulo ha senso solo per evitare un doppio sostegno pubblico sullo stesso investimento, non per penalizzare chi non ha mai fruito dell’agevolazione.
In attesa di chiarimenti ufficiali
In assenza di una presa di posizione formale del MIMIT, la lettura sostanzialistica della norma appare oggi la più coerente:
- tutela l’affidamento delle imprese;
- evita distorsioni irragionevoli;
- mantiene coerenza con la ratio del legislatore.
Per molte aziende, la proroga Transizione 4.0 non è quindi solo un rinvio di scadenze, ma un vero ponte verso l’iperammortamento 2026, a patto di analizzare correttamente la propria posizione.









